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Il Decreto correttivo (D.Lgs. n.209/2024) ha introdotto una significativa modifica alla disciplina della rotazione negli affidamenti diretti e nelle procedure negoziate, contenuta nell’art. 49 del Decreto Legislativo n. 36/2023: in particolare, il comma 4 dell’articolo in questione dispone ora che “in casi motivati con riferimento alla struttura del mercato e alla effettiva assenza di alternative, previa verifica dell'accurata esecuzione del precedente contratto nonché della qualità della prestazione resa, il contraente uscente può essere reinvitato o essere individuato quale affidatario diretto”.
La novella fa proprie le precisazioni contenute in vari pronunciamenti del giudice amministrativo, volte a precisare, sia logicamente che cronologicamente, il percorso istruttorio che può condurre a derogare rispetto al principio di rotazione.
Ciò non toglie che continuano a pervenire richieste di pareri ad esempio all’Ufficio legislativo del MIT o ad ANCI, mentre non si riducono i contenziosi in materia, a testimonianza che quello della rotazione rimane uno degli istituti maggiormente sensibili oltre che gravidi di difficoltà operative.
ANAC, nel tentativo di chiarire o precisare le modalità esecutive per la corretta applicazione della rotazione tra operatori economici, era a suo tempo intervenuta a più riprese, prima con i comunicati del Presidente, rispettivamente del 5 e del 24 giugno 2024, successivamente pubblicando in data 30 luglio 2024 un “Vademecum informativo per gli affidamenti diretti di lavori di importo inferiore a 150.000,00 euro, e di forniture e servizi di importo inferiore a 140.000 euro”.
Più recentemente ANCI ha predisposto e pubblicato uno schema di regolamento sulle procedure d’importo inferiore alle soglie europee che contiene un’importante sezione dedicata alla rotazione.
Tale regolamento appare molto utile in quanto la necessità di dotarsi di un regolamento è esplicitamente indicata all’art. 1, co. 3, lett. a), dell’allegato II.1 al Codice e rappresenta un presupposto indispensabile ai fini di una gestione della rotazione nell’ambito delle gare e degli affidamenti di ogni stazione appaltante.
Il corso ha lo scopo di esaminare i vari punti critici della disciplina, offrendo soluzioni interpretative anche alla luce di aggiornata giurisprudenza, oltre che di prendere spunto dallo schema di regolamento ANCI per fornire adeguati strumenti per la redazione di regolamenti attuativi idonei a gestire correttamente la materia. L’analisi si concentrerà sul concetto di “contraente uscente” in relazione alle varie tipologie di stazioni appaltanti, tenendo anche conto dell’obbligo di utilizzare le centrali di committenza da parte delle stazioni appaltanti non qualificate.
Specifica attenzione sarà dedicata all’analisi delle motivazioni che possono consentire di reinvitare o individuare quale affidatario diretto il “contraente uscente” e alle possibilità di deroga dalla rotazione, anche con specifici riferimenti agli appalti riguardanti i servizi alla persona e sociali.
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